28 ottobre ore 20:30

AGAIN. WOMB

WOMB regia e drammaturgia Raeda Ghazaleh testo Mirna Sakhleh attori Hazem Al-Sherief, Faten Khoury, Nicola Zreineh, Nisbat Serhan assistente alla regia Firas Abu Sabbah scene e costumi Fairouz Nustas stage manager Issam Rishmawi produzione George Matar AGAIN di e con Marianna Miozzo, Marina Meinero, Marco Marzaioli supervisione artistica Patrizia D’Antona, Riccardo Palmieri video Daniele Di Nezio foto Francesco Rossi

“Womb” (Ventre) è il titolo dello spettacolo di Al-Harah Theater (che ha sede a Beit-Jala), diretto da Raeda Ghazaleh, regista di spettacoli anche in Europa e America e di fiction per la tv palestinese. Il testo di Mirna Sakhleh presenta la vita di due famiglie di fronte al dilemma su cosa sia naturale e cosa sia innaturale, mettendo al centro la procreazione. In Palestina è una questione radicata nella società che non accetta un matrimonio senza figli, considerato spesso come un albero che non dà frutti. In seguito a ricerche svolte dall’Università di Birzeit, lo spettacolo è nato per dar voce a questa situazione. Due coppie, di età diverse, affrontano sulla scena il percorso che va dalla realizzazione del problema, alla consapevolezza di entrambi i membri della coppia, fino all’accettazione della situazione. “Again” (Ancóra) è il titolo dell’opera di Dancewoods, la compagnia italiana diretta da Marianna Miozzo. Lo spettacolo, elaborato collettivamente dalla compagnia, è concepito come una sfida contro il tempo biologico, e una riflessione sul rapporto tra il desiderio di avere un bambino e l’ambizione per la carriera e il successo. Tutto si svolge in una grande sala di attesa. Figli? Si, certo, ma non adesso… Forse la nostra generazione ha così tanta paura delle responsabilità che rifiuta di mettersi in gioco oppure ci sono cause più grandi di noi? In scena, tre diverse figure della realtà italiana (un giovane manager all’inizio della carriera, un’insegnante precaria ed una creativa) vivono il limbo dell’attesa fra paure e speranze. La danza, il teatro e la musica si fondono per poter descrivere ciò che succede effettivamente quando le lancette girano e noi siamo sottoposti quotidianamente a pressioni contrastanti. Cosa succede poi quando non si ha più la possibilità di scegliere? Quando in gioco entra l’impossibilità, l’infertilità, la malattia, il blocco, l’incognita? A quel punto come si può reagire? Come può sopravvivere la coppia? Una donna è lo stesso una donna se non è madre? Ed un uomo può sopravvivere all’idea di non trasmettere il suo nome o il suo sangue?   Il progetto AsLife ha avuto inizio nel 2014 con l’intento di indagare sul tema dell’infertilità e bassa fecondità presente nelle culture delle compagnie teatrali coinvolte nel progetto (Italia, Palestina, Francia). La prima tappa è stato quella di far incontrare lo staff scientifico (medici impegnati nello studio di questo fenomeno, antropologi, sociologi) e gli artisti coinvolti (compagnie Al-Harah Theatre, Dancewoods e Un pas puis l’autre) che in seguito avrebbero ricodificato in linguaggio artistico le informazioni scientifiche per far emergere i diversi valori umani che caratterizzano le società dei Paesi interessati. Nelle tappe successive, gli artisti, dai disparati background cultulari e artistici, si sono riuniti per una residenza creativa in Palestina, durante la quale hanno generato materiale artistico per le creazioni in fieri. Infine, La compagnia Al Harah theater (Palestina) e la Compagnia Dancewoods (Italia) hanno prodotto due performance che, ad oggi, hanno condiviso una tournee Palestinese nel 2015. Due spettacoli impregnati del sapore contrastante delle rispettive società.