Prosa

SCUSATE SE NON SIAMO MORTI IN MARE

di Emanuele Aldrovandi
con Luz Beatriz Lattanzi, Marcello Mocchi, Matthieu Pastore e Daniele Pitari
regia di Pablo Solari
scene Maddalena Oriani, Davide Signorini
sound Designer Alessandro Levrero

Produzione Ass. Centro Teatrale MaMiMò
in collaborazione con Arte Combustibile
in collaborazione con La Corte Ospitale – Residenze 2016

 

Testo finalista Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2015
Spettacolo finalista Premio Scenario 2015
Testo presentato in anteprima in lingua catalana al Festival PIIGS 2015 di Barcellona con il titolo Balenes.

 

“Scusate se non siamo morti in mare”
Un cartello esposto da alcuni immigrati durante una manifestazione a Lampedusa.

In un futuro non troppo lontano la crisi economica – che invece di finire si è aggravata – ha trasformato l’Europa in un continente di emigranti. I cittadini europei, alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore, cercano di raggiungere i paesi più “ricchi”, ma devono farlo clandestinamente perché questi paesi, nel frattempo, hanno chiuso le frontiere.
Fra i tanti mezzi per espatriare illegalmente uno dei più diffusi è il container: i clandestini salgono a bordo, pagano mille dollari alla partenza e mille all’arrivo, senza sapere dove verranno scaricati.
I personaggi di questa storia sono quattro e non hanno nome, sono identificati dalle loro caratteristiche fisiche: il Robusto, la Bella e l’Alto sono i tre migranti e il Morbido è il proprietario del container.