Prosa

STABAT MATER

TRILOGIA SULL’IDENTITA’ CAPITOLO II

Ideazione Livia Ferracchiati
Scritto e diretto da Livia Ferracchiati
con Chiara Leoncini, Stella Piccioni, Alice Raffaelli
e la partecipazione video di Laura Marinoni
dramaturg di scena Greta Cappelletti
aiuto regia Laura Dondi
scene Lucia Menegazzo
costumi Laura Dondi
luci Giacomo Marettelli Priorelli
suono Giacomo Agnifili
direttore di scena Emiliano Austeri
fonico Giacomo Agnifili
segretaria di compagnia Sara Toni
foto di scena Lucia Menegazzo
teaser e promozione Andrea Campanella
riprese e montaggio video Studio Carabas
locandina Ehsan Mehrbakhsh
ufficio stampa Roberta Rem, Maddalena Peluso, Francesca Torcolini
progetto della compagnia THE BABY WALK
produzione Centro Teatrale MaMiMò e Teatro Stabile dell’Umbria/Terni Festival
in residenza a Campo Teatrale Milano
in collaborazione con Residenza Artistica Multidisciplinare presso Caos – Centro Arti Opificio Siri Terni
si ringrazia Gabriele Dario Belli e ForToMan

 

Testo vincitore Premio Hystrio Scritture di scena 2017

Stabat Mater indaga il tema delle relazioni intime e famigliari ed è il secondo capitolo della Trilogia sull’Identità che affronta il tema dell’identità di genere e, in particolare, racconta il transgenderismo maschile.
Quanto è difficile crescere? Quando si diventa adulti? Cosa significa recidere il cordone ombelicale e farsi, a propria volta, potenziale genitore? 

Andrea è uno scrittore, un uomo in un corpo di femmina e un amante delle donne. Ha una fidanzata che vorrebbe costruire una famiglia con lui, una psicologa con la quale sta perdendo il punto dell’analisi e una madre lontana geograficamente, ma dalla quale non riesce a staccarsi.
Tre donne, tre madri, e un uomo, un figlio: Andrea, uomo transgender che non ha ancora iniziato il percorso medico-legale di transizione (che forse non inizierà mai), scrittore, abile ad ubriacare di parole.
Andrea vive da osservatore la vita. Attende e si tiene lontano dal dolore, concedendosi di agire solo nei suoi “Pensieri Elementari”: parole, poesie o frasi che vanno “a capo”. Si trova alla soglia della vita adulta e come tutti deve compiere un rito di passaggio da ragazzo a uomo. A complicare le cose, oltre al disagio con il proprio corpo, subentra l’imprevisto, ciò che rivoluziona ancora una volta tutti gli schemi pianificati.
La relazione con la fidanzata entra in crisi e l’affacciarsi di un nuovo amore, inatteso e assoluto, lo distrae dal suo percorso di riappropriazione dell’identità maschile e lo getta nel caos dell’incertezza più totale. Proprio questo evento inaspettato lo metterà nella condizione di crescere: si staccherà dalle sue tre madri e diventerà un individuo indipendente che non chiederà più di essere approvato.