Sabato 3 ottobre ore 20:30 - Cortile dell'Orologio / Teatro Piccolo Orologio / Spazio Culturale Orologio / Centro Sociale Orologio

ANIMATERIA

Teatro Gioco Vita / Teatro delle Briciole / Teatro del Drago

Il corso ANIMATERIA ha l’obiettivo di formare attori/animatori esperti nelle tecniche e nei linguaggi del teatro di figura (teatro d’ombre, burattini, teatro su nero, teatro degli oggetti etc.), che possano applicare le competenze acquisite nel campo delle arti performative, del multimediale, del cinema, della televisione, delle arti figurative e plastiche. Ospitiamo l’esito di questo percorso.

Sono previsti due percorsi itineranti con spettacoli diversi, il pubblico potrà scegliere se assistere al “percorso 1” o al “percorso 2”.

Ingresso ad offerta libera (ma consapevole)

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Percorso 1

CircaCinque

ALTRO MARE

Silvia Cristofori, Margherita Fontana, Eva Miškovičová, Costantino Orlando, Riccardo Paltenghi

Marionette da tavolo e ombre, a partire da 10 anni

L’Altro Mare è la stanza dove alberga la paura della morte ed è il luogo dove ogni essere umano prima o poi deve immergersi. Nei suoi abissi giungeranno un bambino e suo nonno nel giorno del compleanno del vecchio per cercare la candelina della torta inghiottita dall’Altro Mare. Questa luce rappresenta la vita dell’anziano, vita che è ormai giunta al termine ed è pronta a proseguire il suo viaggio in un’altra forma. Non è altrettanto pronto il nonno ma grazie al coraggio, al supporto e in alcuni momenti alla guida del nipote, intraprenderà  questo viaggio in mare. La paura di sprofondare, di affrontare se stessi, di cambiare verrà contrastata dall’affetto dei due personaggi, dalla loro complicità e dalla serenità che ritroveranno proprio in questi luoghi bui, tra creature misteriose e nuove consapevolezze.

 

Benedetta Berti

UN PO’ MASCHIO, UN PO’ FEMMINA, UN PO’ ME

di e con Benedetta Berti
Teatri figura con pupazzo da tavolo, a partire da 14 anni

La fabbrica “Maschio o Femmina?” è sempre in funzione. Arrivano quotidianamente piccoli fagotti che custodiscono futuri bambini e bambine da spedire alle famiglie in trepidante attesa. Gli emblematici colori rosa e celeste sono gli unici criteri con cui gli operai della fabbrica preconfezionano i piccoli.
E se un giorno arrivasse un fagotto tutto bianco? Come fare per assegnare il sesso?
Sin dalla nascita sappiamo se siamo maschi o femmine biologicamente parlando, ma questo talvolta potrebbe inscatolarci in una serie di regole e convenzioni sociali a cui siamo inconsciamente sottoposti.

 

Consorzio Balsamico

QUESTI POCHI CENTIMETRI DI TERRA

Di e Con Roberta Bonora, Giada Borgatti, Virginia Franchi, Alessandra Stefanini.
Teatro di figura e materia. A partire da 14 anni

Immagina per un momento che non ci sia altro che  te stesso e la terra su cui cammini. Un passo, dopo l’altro, dopo l’altro, dopo l’altro. Una fila di orme vuote che lascia la scia. Solo polvere. Solo fango.
Immagina di aver perso ogni tuo pezzo, uno alla volta, portato via, e che queste braccia e queste gambe, questi piedi, queste dita rimangano lì, buttate. Sei secco.
Come una foglia, un arbusto, un fiore avvizzito. Sei un frutto privato del succo, un ramo senza linfa.
Immagina di essere una bimba. Immagina di avere dieci anni. Ma potrebbero essere anche trenta, o cinquanta o ottanta. Tanto che cambia?
Immagina che nessuno ti veda. Immagina che la tua voce sia silenzio. La terra è l’unica cosa che resta. Di te.
Immagina a questo punto la sorpresa. Lo stupore. Per un momento, immagina di trovarti su terra fertile, zappata, mossa. Terra che si prepara a ripartire.
Immagina che passi l’inverno. E che poi arrivi la primavera. Immagina di sbocciare, di fiorire, di farti oleandro, corbezzolo, magnolia.
Immagina di farti rarità e di far splendere la meraviglia.
Immagina di essere terra. E riparti. Una bambina secca che si fa muschio, fungo, campo di grano. Che impara il tempo, la morte, l’incontro. Impara la cura.
Tutto questo, su pochi centimetri di terra.
Ispirandosi a “ Il giardino segreto” di F. Burnett, in scena due attrici, una creatura e un cumulo di terra per raccontare di crescita, scoperta di un nuovo tempo, di cura degli altri per imparare ad avere cura di sé.

 

Giacomo Occhi

SCOPPIATI

di e con Giacomo Occhi
Teatro d’oggetti, a partire da 6 anni.

La vita di un palloncino scorre sempre uguale, giorno dopo giorno. Nulla lo riempie per davvero. Finché a un certo punto si gonfia d’amore: un grande cambiamento che lo porterà a vivere pienamente quello che la vita ha in serbo per lui.
Una storia ironica e poetica, concreta e surreale, senza parole, sulla vita speciale di un palloncino ordinario.

 

Percorso 2

Valentina Lisi

RELAZIONI NECESSARIE

Di e con: Valentina Lisi
Scene e costumi: Valentina Lisi
Musiche: Kevin Piccioli
Teatro con silhouette di fotografie animate e pop-up, a partire da 14 anni

La parola dipendenza deriva da dipendere, cui etimologia è essere appesi e la definizione riportata è “essere in necessaria relazione”. Da qui il titolo dello spettacolo ma anche una profonda riflessione: le dinamiche familiari sono, nostro malgrado, relazioni necessarie nel bene e nel male. Ma cosa succede se esse ci distruggono lentamente? Possono rivelarsi delle dipendenze da cui è quasi impossibile scappare, perché ciò che ci dovrebbe nutrire e amare, in realtà dissolve il nostro io. La famiglia stessa può rivelarsi un’influenza da cui non è facile liberarsi, soprattutto se si è portati a credere che situazioni sbagliate siano in realtà la normalità, che il dolore sia l’unica forma d’amore. Il silenzio e la credenza che “i panni sporchi si lavano in casa” possono portare a vergognarsi invece che parlarne. Ma questo ciclo può essere spezzato quando se ne prende coscienza e modificato con la volontà di cambiare una dinamica sbagliata data come immutabile.

 

Giorgia Forno

IL DISTACCO

di e con Giorgia Forno
Teatro d’oggetti, a partire da 14 anni

Uso della mascherina chirurgica che diventa protagonista, oggetto scenico e materiale scenografico usata nelle sue forme e nei suoi significati per raccontare una storia. Una storia di distanza sociale, mentale, fisica, medica, curativa, generosa, egoista. Quale messaggio porta una mascherina?
Cosa cela e cosa svela? È il grido di una prostituta pagata, usata e gettata? È il respiro che appanna gli occhiali e non ti permette di vedere il mondo? È un gommone carico di uomini in mare nel loro ultimo respiro silenzioso? È il non detto di una coppia che non si sopporta più? O forse è un bacio dolce e pieno che non si può dare? È ciò che viene cercato in ogni angolo e poi va a ruba, è il pagato e rincarato, ma è anche il non voluto, il disprezzato, l’allontanato, il ripudiato. Sono tutte le colpe del mondo. È la censura. La polemica. È tutto quello che si è sempre desiderato dire. È una protezione. È un salvagente. È quello che sta sopra e che sta sotto. È quello che sta dentro. È il coraggio di mettere in luce. È la forza di fare buio.

 

Emanuela Belmonte – La Compagnia della Settimana Dopo

AREA 52

di e con Emanuela Belmonte
Clown teatrale musicale con pupazzi e theremin, a partire da 6 anni.

Un oggetto non identificato, probabilmente di origine aliena, è caduto nottetempo dal cielo. Una scienziata americana arriva sul luogo per esaminarlo con sofisticatissime apparecchiature della NASA e decifrare un possibile messaggio di popolazioni extraterrestri… cosa vorranno dire all’umanità?

 

Teatro Sospeso

R.I.P.IT
o della Nera Signora

Di e con Alessia Candido, Esther Grigoli
Tecnico luci e audio Marco Intraia
Teatro d’ombre, marionetta portata, teatro d’attore, a partire da 10 anni

R.I.P.IT racconta le vicende di una ragazzina che per evitare la visita della Morte alla madre malata, la distrae e arriva infine a intrappolarla. La storia si basa su una leggenda popolare britannica e affronta il delicato tema dell’elaborazione del lutto, l’accettazione di un cambiamento irreversibile attraverso varie tappe: negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione. La morte è un tema universale poiché coinvolge tutti e tutto, tabù nella nostra società, da sempre ossessiona l’umanità e ci spinge a interrogarci sul senso della vita.
Il linguaggio del teatro d’ombre è estremamente calzante per esplorare questa materia, l’ombra per sua natura è legata ad una dimensione trascendente, inconscia, onirica, ambigua ed evanescente.
Nonostante il tema sia serio non è necessario affrontarlo in modo serioso, anzi, la comicità è un ottimo strumento per spostare il punto di vista e osservare l’argomento in un’ottica desacralizzante e totalmente umana.