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Die Beste Freundin

scritto e diretto da Giulia Donelli

con Sara Bellodi, Cecilia Di Donato e Guido Baldoni

scene di Serena Zuffo

produzione MaMiMò/Teatro Piccolo Orologio

 

Le protagoniste di Die Beste Freunde sono due attrici di oggi, Ninì e Blandine, che mettono in scena il Cabaret di ieri accompagnate dalla fisarmonica del “melodioso, modulato e musicante” MannMann. Ma prima ancora di essere attrici, Ninì e Blandine sono due donne. E sono amiche. Molto amiche, le migliori amiche che possano immaginare di essere l’una per l’altra.
Condividono lo stesso ambiente di lavoro, lo stesso lavoro e le stesse abitudini scaramantiche o quotidiane da retropalco. Laddove le abitudini non sono le stesse, le due si conoscono talmente bene – come accade a chi fa questo mestiere – da riuscire a prevedere comodamente i vizi, i vezzi e i comportamenti l’una dell’altra, senza sorprendersene più ormai. Insomma la loro è un’amicizia autentica, un po’ più sincera di una relazione famigliare e un po’ meno audace di un rapporto amoroso. Forse.
Dietro le quinte, quindi, si parla di donne. Ma si tratta di teatro nel teatro e, guardacaso, anche sul palco accade lo stesso. Lo spettacolo che, insieme a MannMann, le due amiche interpretano e di cui sono anche ideatrici è un omaggio al Cabaret tedesco degli anni ‘20 e ‘30 del Novecento, passando da Josephine Baker a Margo Lion. Si tratta di quel Cabaret berlinese che permise la nascita tanto della femme fatale – poi ripresa dal cinema – quanto della donna trasgressiva, spudorata e ribelle che, nascosta dietro le sue canzoni, si oppone al Regime conquistando il pubblico di entrambi i sessi.
Le canzoni scelte, da Kurt Weill a Friedrick Hollaender, da Marcellus Schiffer a Misha Spoliansky fino a Ettore Petrolini, parlano esattamente di quello che rivediamo nella realtà femminile di oggi, e la traduzione, fedele all’originale, le fa risultare ancor più autentiche e “grottescamente” universali. Sono canzoni che parlano proprio di storie di vita vissuta, storie argute, torbide e scottanti che il duo canoro rispolvera nel suo spettacolo; perché ogni donna moderna, spesso inconsapevolmente, le contiene in sé.
La musica è immortale: lo spettacolo di Ninì, Blandine e MannMann non vuole essere solo una
citazione storica. Con l’aiuto delle loro canzoni il passato viene trasformato in un gioco teatrale
sull’attualità.
Die Beste Freundin è una ricerca di autenticità tra melanconia e risate a denti stretti, attraverso i numerosi personaggi che le due protagoniste abitano e attraverso la meravigliosa centralità della musica stessa. La scenografia mostra una scena nella scena e riporta a un’atmosfera berlinese di suoni e fumo, di Schall und Rauch.