Sabato 17 ottobre, ore 21:00 - Binario 49, Via Giuseppe Turri 49, Reggio Emilia

SIMPLON

di e con Stefano Beghi | regia di Stefano Beghi e Marco Di Stefano | musiche dal vivo di Marco Prestigiacomo | luci e Suoni di Antonello Ruzzini | costumi di Alice Sciaulino | produzione Karakorum Teatro | con il sostegno di R.A.M.I. Residenza artistica e di Manifattura K

Spettacolo vincitore di Strabismi 2017

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Era il 1898, quando Leone, un ragazzo cresciuto ai margini di un’Italia troppo giovane per potersi chiamare Stato, ha scelto di partire. La meta, come per molti altri uomini del suo tempo, era il più grande cantiere che la storia italiana avesse mai visto prima: gli scavi per il traforo del Sempione.
È l’ambizione che lo spinge e come sempre succede, l’ambizione vuole fare la strada più breve.

Il giovane fa una scommessa: sa che al di sopra degli scavi giace una miniera d’oro, forse la più produttiva di sempre in Europa, la miniera d’oro di Gondo. Pensa che “Ci sono mille ragioni per ammazzare un uomo ma solo una per uccidere la montagna: è per avere la sua anima. Per avere il suo oro.

È convinto di poter fare l’affare del secolo, ingannare il suo destino, il suo Stato, la Storia o semplicemente quella condizione di natura che ogni reazionario chiama vita.

La frontiera però si dimostra essere un ambiente duro, in cui i contorni tra lecito e illecito, normale e assurdo, naturale e sovrannaturale svaniscono, si mescolano…Nessuno sa davvero cosa nasconde quella montagna, ma attaccarla, ferirla, ucciderla è l’unica cosa che sembra contare davvero.

Quello che Leone incontra è il condensato delle contraddizioni di un periodo storico che è anch’esso sul confine tra l’antico e il contemporaneo, tra il desiderio di essere nazione e la delusione di essere semplicemente uno Stato, tra la società agricola e quella industriale, tra il lavoro manuale e il delirio tecnico-scientifico… Un ingegnere divorato dal desiderio di compiere l’impresa, politici astratti e sognatori, anarchici, operai senza alternativa, le loro mogli… sono loro i personaggi di questa storia, un’unica squadra in lotta contro la montagna, simbolo di tutti i limiti imposti, in cui ogni conflitto si confonde (o si maschera?) con l’eterna incomprensibile lotta tra l’Uomo e la Natura. La vicenda di Leone prenderà un brutta piega: un incidente in galleria, una morte imprevista e una condanna da cui doversi discolpare.