5 maggio – 20 giugno

XXI MetaMorfosi

La Rassegna dei saggi della Scuola di Teatro MaMiMò

 

Qualche sera fa,pensando a cosa scrivere sul libretto per la rassegna Metamorfosi, mi sono fermata sul palco vuoto del Teatro Piccolo Orologio in attesa di una ispirazione. E li ho pensato:“Che cosa sarebbe se il palcoscenico invece che di legno fosse fatto di sabbia?”. Forse non sarebbe comodo ma di certo sarebbero evidenti le impronte di tutti coloro che lo hanno attraversato.

Ho provato a immaginare le impronte di un anno intero.
Durante la stagione teatrale la compagnia, gli ospiti, vivono il teatro riempiendolo della loro arte e le loro impronte sulla sabbia me le immagino ordinate…Lentamente i percorsi dei loro piedi si fisserebbero in una danza che è espressione del loro talento, del loro mestiere, della loro professione. Impronte insomma certe, solide. Funamboli che conoscono perfettamente il percorso per non perdere l’equilibrio.

Ma a Maggio e Giugno?
Migliaia di piedi riempiono questo palcoscenico, impronte infinite…Ognuno di voi lascia un’ impronta…
Ci sono quelle degli allievi più esperti che con maggior sicurezza ma non senza emozione calcano il palcoscenico, le impronte più incerte di chi comincia lo spettacolo nel terrore per poi diventare il guitto della compagnia, le impronte di chi è al primo anno di teatro e quasi sfiora il palcoscenico, le impronte pesanti di Calibano e leggere di Nina, le impronte incerte di Amleto e quelle delicate di Mirandolina.

Ci sono impronte solitarie che sul proscenio raccontano di monologhi e impronte che procedono parallele, quasi come a sostenersi le une con le altre. Ci sono impronte che si avvicinano, che si sfiorano, che si sovrappongono , che confliggono, impronte che combattono… e sangue coriandoli e lacrime vicino a quelle impronte.

Se nel buio quelle impronte si illuminassero le potremmo vedere arrivare dalla sala prove, dai salotti dove vi siete trovati a fare memoria, dal magazzino e dalle soffitte dove avete cercato oggetti e abiti che completassero il vostro personaggio. Vedremmo le impronte dei vostri insegnanti che vi hanno accompagnato e vedremmo anche le impronte degli spettatori che sono pronti a vivere con voi la magia del teatro dove tutto è finto, come diceva Proietti, ma niente è falso, o almeno così dovrebbe essere.

Mi immagino tutte queste le impronte come il segno visibile di ognuno di voi, del vostro percorso, della vostra emozione, del vostro incontro con il teatro.
Impronte che lasciano un segno non solo sul palco ma anche nelle vite dei vostri compagni, dei vostri insegnanti e di chi vi guarda stasera, magari per la prima volta.

A tutte le persone a cui appartengono quelle impronte… Buona metamorfosi!

 

Cecilia Di Donato
Responsabile della Scuola di Teatro MaMiMò

Programma completo qui: