Debutto autunno 2026
“A New York si gela, ci farebbe comodo un po’ di riscaldamento globale”
Donald Trump
Che fare di fronte all’apatia, alla rimozione e al cinismo?
Resta solo da cantare la nostra fine?
O possiamo ancora unirci, riconoscere la nostra fragilità e – in un gesto collettivo – tentare di scongiurare un destino non ancora scritto?
Davanti ai licenziamenti di massa dell’Agenzia NOAA, ai passi indietro dell’Unione Europea rispetto alle politiche di transizione ecologica e a un’umanità sempre più assuefatta alla distruzione del proprio ecosistema, che nega l’emergenza climatica e il degrado ambientale, Cantico della Scomparsa nasce come atto artistico e civile.
Uno spettacolo di teatro musicale che mette in dialogo scienza e politica, passato e futuro, corpo e tecnologia. Un canto per la sopravvivenza, un grido collettivo che chiede di trasformare il dolore in visione e la visione in azione. Una riflessione poetica e visiva sul lutto della coscienza ecologica, sulla perdita di fiducia nell’azione collettiva e sul bisogno urgente di ritrovare un linguaggio comune per raccontare la crisi del pianeta.
Un processo di elaborazione del lutto che non immobilizza, ma – al contrario – restituisce qualcosa. Una morte che diventa rigenerazione, un attraversamento necessario per riattivare la capacità di sentire, comprendere e immaginare. Cantico della Scomparsa è un manifesto per un domani anti-specista e anti-antropocentrico, in cui l’essere umano torna in ascolto del vivente, della materia e delle forze invisibili che lo circondano.




