CANTICO DELLA SCOMPARSA

Opera popolare

un progetto di Opera Popolare 
di Giorgio Pesenti e Elena C. Patacchini
con Giorgio Pesenti
scene e costumi Giulia Bruschi e Riccardo Mainetti 
progetto sonoro e sound design Pietro Micheletti
audio, video e light design Matteo Castiglioni
una produzione di Centro Teatrale MaMiMò
in collaborazione con Festival Aperto / Fondazione I Teatri Reggio Emilia 
con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

Debutto autunno 2026

“A New York si gela, ci farebbe comodo un po’ di riscaldamento globale”
Donald Trump


Che fare di fronte all’apatia, alla rimozione e al cinismo?
Resta solo da cantare la nostra fine?
O possiamo ancora unirci, riconoscere la nostra fragilità e – in un gesto collettivo – tentare di scongiurare un destino non ancora scritto?

Davanti ai licenziamenti di massa dell’Agenzia NOAA, ai passi indietro dell’Unione Europea rispetto alle politiche di transizione ecologica e a un’umanità sempre più assuefatta alla distruzione del proprio ecosistema, che nega l’emergenza climatica e il degrado ambientale, Cantico della Scomparsa nasce come atto artistico e civile. 

Uno spettacolo di teatro musicale che mette in dialogo scienza e politica, passato e futuro, corpo e tecnologia. Un canto per la sopravvivenza, un grido collettivo che chiede di trasformare il dolore in visione e la visione in azione. Una riflessione poetica e visiva sul lutto della coscienza ecologica, sulla perdita di fiducia nell’azione collettiva e sul bisogno urgente di ritrovare un linguaggio comune per raccontare la crisi del pianeta.

Un processo di elaborazione del lutto che non immobilizza, ma – al contrario – restituisce qualcosa. Una morte che diventa rigenerazione, un attraversamento necessario per riattivare la capacità di sentire, comprendere e immaginare. Cantico della Scomparsa è un manifesto per un domani anti-specista e anti-antropocentrico, in cui l’essere umano torna in ascolto del vivente, della materia e delle forze invisibili che lo circondano.

Nota alle musiche

Cantico della Scomparsa presenta una scrittura musicale variegata e poliforme, al confine tra lo spettacolo e il concerto, sviluppata in rapporto di interdipendenza col testo, articolato in quadri e suggestioni emotive giustapposti senza soluzione di continuità. I materiali musicali scaturiscono da una rilettura del repertorio storico dal barocco, alla tradizione sette-ottocentesca del requiem al popolare tout court. Attraverso l’utilizzo prevalente di strumenti a tastiera (pianoforte, piano toy, keytar e sintetizzatori) oltre che dell’elettronica, la composizione attinge a materiali provenienti da generi diversi, integrando un pensiero compositivo fresco e moderno all’interno del linguaggio teatrale-musicale dello spettacolo. 

L’universo sonoro del Cantico si articola in tre dimensioni che dialogano tra loro. La prima dimensione è quella della musica dal vivo, eseguita dal performer su diversi strumenti, utilizzati sia in forma acustica che elaborati in tempo reale. La seconda è un habitat acusmatico cangiante e a tratti immersivo, costituito da suoni registrati e rielaborati. Questo ambiente sonoro diventa il sostrato del Cantico: un paesaggio acustico che segue – e talvolta determina – il ritmo dello spettacolo. Infine, la terza dimensione è quella della voce. La voce d’attore è concepita come uno strumento musicale scritto in partitura, ma allo stesso tempo più imprevedibile, variabile e indomabile. Oscilla tra recitazione, linea melodica e ricerca timbrica, sviluppandosi liberamente sulle potenzialità della voce naturale: melodie frammentate, ritmi complessi, timbri manipolati e integrati dall’elettronica.