SCORIE

L'incredibile storia del nucleare in Italia

drammaturgia Fabio Banfo
regia Andrea Cosentino
con Fabio Banfo
consulenza storico scientifica Andrea Carnì
produzione Centro Teatrale MaMiMò

Debutto venerdì 29 gennaio 2027, Teatro Piccolo Orologio – Reggio Emilia

Quella nucleare è l’energia più potente che l’uomo abbia mai liberato, ma la conosciamo davvero? E cosa sappiamo delle scorie radioattive? Quanto sono pericolose, soprattutto se gestite nel modo sbagliato? Il nucleare lo vogliono in tanti, ma le scorie non le vuole nessuno. Anzi, quasi nessuno.   La storia del nucleare italiano è una storia incredibile, misteriosa e tragicomica: mescola eroismo, cialtroneria, politica, ecomafie, terrorismo, e navi cariche di rifiuti radioattivi. Le scorie infatti sono una questione economica enorme, capace di attirare personaggi che paiono aver la stessa subdola pericolosità delle sostanze con cui trafficano. Uno spettacolo in memoria di Ilaria Alpi, Miran Hrovatin e Natale De Grazia, morti mentre seguivano le tracce misteriose di queste scorie.

NOTE ALLA DRAMMATURGIA

La scrittura di questo testo prevede una bibliografia di studio molto vasta, che va dalla fisica nucleare alla storia del nucleare italiano, ai principali incidenti occorsi nella storia dell’energia atomica, al dibattito sulla pericolosità e dei possibili vantaggi o svantaggi che potrebbe avere la ripresa di un programma nucleare italiano (anche in relazione al tema del cambiamento climatico), al problema dello smaltimento delle scorie radioattive, fino a indagini sul ruolo che mafie e faccendieri senza scrupoli hanno avuto nella gestione opaca e criminosa dei rifiuti delle centrali e al sospetto che siano in parte stati fatti sparire in navi affondate al largo della costa calabrese. Il tema del riavvio del programma nucleare italiano, da più parti rilanciato a livello politico e industriale genererà sicuramente dibattito nella società civile. È recente la notizia della riapertura delle indagini sulla morte del Capitano de Grazia, che potrebbe portare a nuovi elementi sulla vicenda delle navi a perdere, e se dovesse essere finalmente dimostrato in modo incontrovertibile che alcune di esse furono caricate di scorie radioattive, sarebbe uno scandalo di enormi proporzioni e la dimostrazione – se ancora ne servissero – della gigantesca spregiudicatezza delle mafie e del loro disprezzo per la vita altrui e per i loro territori. Ma anche se non dovesse emergere la verità, come purtroppo è possibile, si tratta comunque di portare a galla una vicenda poco conosciuta e oggi più che mai impor tante, anche alla luce della rinnovata pubblicità che sta avendo l’energia nucleare come energia “pulita” e “rinnovabile”, due aggettivi scientificamente errati ma molto in voga quando si vuole riaprire il dibattito. Non vorremmo che il nostro lavoro avesse una posizione a priori preconcetta, ci preme offrire un’occasione per informarsi su un argomento troppo delicato per essere lasciato solo nelle mani di partiti e comitati d’affari, dietro cui molto spesso si nascondono interessi criminali senza nessuno scrupolo.