Per fare la pace

Il progetto “Per fare la pace” intende favorire l’incontro intergenerazionale e interculturale, trasformando il confronto tra giovani/anziani e tra diverse culture in uno spazio di apprendimento reciproco e di costruzione di nuove narrazioni condivise.Così la pace diventa un processo culturale e non solo politico. “Fare la pace”, significa fabbricarla artigianalmente nel quotidiano, e le pratiche artistiche e partecipative sono strumenti privilegiati per rendere visibile il conflitto, attraversarlo e trasformarlo in dialogo; il progetto prevederà infatti momenti di collaborazione e scambio di ruoli che permetteranno ai partecipanti di entrare nei diversi punti di vista, generando empatia e nuove possibilità di relazione.
Il percorso inizierà con interviste individuali ai partecipanti per sviscerare i temi centrali: paura, conflitto, pregiudizio che verranno rielaborati nelle attività successive. Lo scambio di saperi sarà al centro delle azioni: un laboratorio di educazione affettiva sugli stereotipi di genere con produzione collettiva di un manufatto in ecoprinting; un laboratorio di movimento guidato da una danzatrice per esperire con il corpo il binomio pace/conflitto; una formazione (per educatori e volontari) ed un laboratorio di teatro dell’oppresso per riflettere sui ruoli e contrasti sperimentando forme di cambiamento; un laboratorio cinematografico/espressivo sullo scambio di ruoli e il pregiudizio; un laboratorio di teatro ed uno pittorico/artistico, entrambi ispirati agli arcani dei Tarocchi per creare immagini del Pregiudizio e della Scoperta. Per concludere, una sessione di cucina comunitaria che si concluderà con musica transgenerazionale suonata dalla banda e una cena aperta alla cittadinanza in cui gli esiti dei vari laboratori artistici possano trovare il loro spazio di espressione: una festa comunitaria in cui “FARE la pace”.
Progetto Per fare la pace finanziato da DGR 29/2026 della Regione Emilia-Romagna
Ministero del Lavoro E Delle Politiche Sociali, sul distretto dell’Unione Tresinaro Secchia. Il progetto ha come capofila il Centro Teatrale MaMiMò, come partner di rete DinDown, Alvador, Università del Tempo Libero, Le Ciminiere, Ordine Secolare Francescano, Filef-Donne in Rete e Coraggio Insieme Si Può; in collaborazione con Servizi Sociali dell’Unione Tresinaro Secchia, Lo Stradello, Circolo il Morgone e Pangea.