Un programma di ecologia sociale

Progetto InVita

Porre le basi per la prima Caring Community in Italia

Il progetto InVita ha come obiettivo quello di porre le basi per la prima Caring Community in Italia: un programma di ecologia sociale che si concentra sulla creazione di un ambiente di supporto/sostegno attorno alle persone affette da malattie inguaribili e a chi svolge compiti di assistenza, anche per quanto riguarda l’accompagnamento nel fine vita e nell’elaborazione del lutto, e per ottenere questo vuole promuovere il coinvolgimento e il protagonismo dei cittadini nell’erogazione della “cura”, riducendo ove possibile il ricorso all’ospedalizzazione e istituzionalizzazione.

Il Centro Teatrale MaMiMò si è impegnato nella creazione di un prodotto culturale sul tema della morte che è andato ad arricchire e completare l’offerta di azioni previste dal progetto InVita: il linguaggio del teatro infatti è capace di aprire uno spazio collettivo di ascolto, di riflessione e condivisione, generando consapevolezza e umanità. L’arte diventa così strumento di connessione tra le persone, aiutando a costruire comunità più empatiche e solidali. In questo contesto, la cultura si fa cura, offrendo conforto e strumenti per affrontare il dolore e il distacco. Un gesto concreto per restituire dignità e voce a chi vive esperienze di fine vita e a chi resta.

Il percorso è così culminato nello spettacolo Una specie di Preghiera, scritto e diretto da Alice Giroldini, che anche grazie alle numerose testimonianze raccolte dai nostri operatori, ha regalato una profonda riflessione sul senso della vita e della riappropriazione delle parti più fragili di noi stessi.
 
In compagnia di una bambola e di una marionetta la protagonista 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐞 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐞, le mette in scena lei stessa, 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐥𝐞, 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐫𝐥𝐞. Allestisce un’opera in cui possano comparire tutti i morti che uno ha, gli fa spazio e gli da voce. Usa il palco per fare un gioco, “𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐛𝐮𝐢𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜’𝐞̀ 𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐥𝐚”; il linguaggio teatrale diventa strumento per comporre un rito fatto di parole, musica e figure, come una specie di preghiera.

InVita ha avuto come project leader CSV Emilia e Fondazione Manodori come ente finanziatore della prima fase. Nella seconda fase l’ente finanziatore è stato l’Unione Buddista Italiana grazie al bando 8×1000 e ha visto coinvolti i seguenti enti del terzo settore: Emmaus, AVD Reggio Emilia, FeDiSa, Hospice Madonna dell’Uliveto, Noi per l’Hospice l’Uliveto, AIMA e Centro Teatrale MaMiMò. I partner tra gli enti Pubblici sono stati il Servizio Sanitario Regionale, l’Unione Colline Matildiche, L’Unione Tresinaro Secchia, e Comprehensive – con la supervisione scientifica dell’Unità di Cure Palliative del CORE di Reggio Emilia.