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Progetto InVita
Il progetto InVita ha come obiettivo quello di porre le basi per la prima Caring Community in Italia: un programma di ecologia sociale che si concentra sulla creazione di un ambiente di supporto/sostegno attorno alle persone affette da malattie inguaribili e a chi svolge compiti di assistenza, anche per quanto riguarda l’accompagnamento nel fine vita e nell’elaborazione del lutto, e per ottenere questo vuole promuovere il coinvolgimento e il protagonismo dei cittadini nell’erogazione della “cura”, riducendo ove possibile il ricorso all’ospedalizzazione e istituzionalizzazione.
Il Centro Teatrale MaMiMò si è impegnato nella creazione di un prodotto culturale sul tema della morte che è andato ad arricchire e completare l’offerta di azioni previste dal progetto InVita: il linguaggio del teatro infatti è capace di aprire uno spazio collettivo di ascolto, di riflessione e condivisione, generando consapevolezza e umanità. L’arte diventa così strumento di connessione tra le persone, aiutando a costruire comunità più empatiche e solidali. In questo contesto, la cultura si fa cura, offrendo conforto e strumenti per affrontare il dolore e il distacco. Un gesto concreto per restituire dignità e voce a chi vive esperienze di fine vita e a chi resta.



InVita ha avuto come project leader CSV Emilia e Fondazione Manodori come ente finanziatore della prima fase. Nella seconda fase l’ente finanziatore è stato l’Unione Buddista Italiana grazie al bando 8×1000 e ha visto coinvolti i seguenti enti del terzo settore: Emmaus, AVD Reggio Emilia, FeDiSa, Hospice Madonna dell’Uliveto, Noi per l’Hospice l’Uliveto, AIMA e Centro Teatrale MaMiMò. I partner tra gli enti Pubblici sono stati il Servizio Sanitario Regionale, l’Unione Colline Matildiche, L’Unione Tresinaro Secchia, e Comprehensive – con la supervisione scientifica dell’Unità di Cure Palliative del CORE di Reggio Emilia.