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UNA VITE È CADUTA A TERRA
Dopo “Il paradosso del mentitore” e “La classe operaia scrive poesie“, il gruppo base e quello avanzato del Reparto Maschile si fondono in un’unica comunità creativa per dar vita a “Una vite è caduta per terra“, un lavoro che interroga i confini tra fatica, desiderio e senso della vita.
Un gruppo di uomini vive e lavora in condizioni estenuanti, isolato dal mondo, come su una piattaforma in mezzo al mare. Per non soccombere all’alienazione e alla ripetizione meccanica, alzano lo sguardo verso le nuvole, figure effimere che diventano la traccia dei loro desideri, la possibilità di immaginare un senso al sacrificio quotidiano.
Ma c’è un capo, immensamente ricco, che non conosce più alcun desiderio. Le nuvole, per lui, sono scomparse. In preda a una crisi esistenziale, cerca di costringere gli operai a consegnargli i loro motivi di vita, privandoli dell’unica libertà che resta, ovvero la ricerca di un senso alla propria esistenza.
Eppure le nuvole non sono mai uguali a se stesse, proprio come i desideri: appena realizzati, presto svaniscono. Ci sarà, allora, dietro le nuvole, qualcosa cui possiamo davvero aggrapparci?
in scena:
Ahmed, Anass, Angelo, Bruno, Danae, Davide, Gaetano, Khalil, Luigi, Marco, Mattia, Mirko e Sofia.
regia:
Gian Marco Pellecchia
dramaturg:
Paolo Bruini, testo realizzato con il contributo dei partecipanti al laboratorio
con la collaborazione di:
Danae Bilotti, Jeane Santos Dias, Sofia Gandolfi, Giulia Pirelli, Nyx Rota, Stefano Viani; un ringraziamento speciale a Francesco Zanlungo
supervisione artistica:
Cecilia Di Donato
produzione:
Centro Teatrale MaMiMò







